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Valtellinese come il pilota Mitsubishi, il vincitore del Trofeo Stilo 2004 in questa stagione è approdato al team Ralliart Italy per disputare il Campionato Italiano. Un'annata di apprendistato, la sua, con un maestro d'eccezione: Andrea Navarra. "Mi manca l'esperienza ma non mi sento inferiore agli altri" confessa. |
Sondrio - Le premesse sono incoraggianti. E' già accaduto che un pilota valtellinese abbia, all'inizio della carriera, trionfato nei monomarca Fiat (allora era il Trofeo Cinquecento) e che sia....transitato per il team Ralliart Italy prima di approdare a tempo pieno nel Mondiale. Si chiama Gigi Galli. Andrea Perego, in cuor suo, spera di ripetere lo stesso cammino del "Gallo" anche se sa che la strada è impervia ed irta di ostacoli. Vinto lo scorso anno il Trofeo Stilo Abarth, il pilota di Tirano sta facendo apprendistato nel difficile Campionato Italiano con una delle Mitsubishi del team di Mario Stagni. Una gavetta necessaria per cercare di fare più strada in questa in questa specialità. Tre arrivi e tre ritiri è il bilancio, prima dell'Alpi Orientali, di Perego. Due settimi posti i migliori risultati ottenuti. Una stagione cominciata subito in salita con l'incidente sull'ultima prova del Ciocco ma poi via via migliorata, di pari passo con la competitività della nuova Lancer Evo VIII MR. Un sorriso che, pian piano, è iniziato ad apparire sul volto di questo valtellinese che ha iniziato la sua carriera con le Opel della concessionaria di famiglia.
Che bilancio fai della tua stagione fino a questo punto?
«Sono abbastanza contento a parte l'errore al Ciocco, il ritmo lento nella prima tappa del 1000 Miglia e qualche problema di affidabilità»
Cosa è successo a Brescia?
«Ho pagato l'incidente del Ciocco. Nella prima tappa del 1000 Miglia ho fatto un dritto, mi sono bloccato ed i tempi non venivano. Poi sull'asciutto, pian piano sono migliorato»
Come ti trovi con la Lancer Evo VIII MR?
«Direi che ho trovato il feeling giusto con la mia vettura. Il motore è buono, il cambio non dà problemi. Al Salento, poi, ho imparato a sfruttarla anche in frenata e nelle staccate. Sull'umido, invece, vado ancora un po' in crisi»
Hai praticamente sempre corso con vetture a due ruote motrici. A questo punto della stagione sei ancora convinto di aver fatto la scelta giusta passando ad una trazione integrale?
«Non sono pentito. Né della Mitsubishi né del Gruppo N. La squadra mi piace e la vettura è molto buona. Ma anche negli anni scorsi mi sono divertito molto»
Tu sei valtellinese, lo è anche il tuo navigatore e buona parte del team Ralliart Italy. E' un vantaggio?
«Direi che è un bene per me. C'è molta confidenza con i meccanici e con il team. Non è un caso che anche Gigi Galli venga da quella zona»
Già, Galli. Ti pesa avere in zona un pilota così "ingombrante"?
«Gigi è di un'altro pianeta. Siamo sempre andati d'accordo ed in passato, spesso, siamo andati a provare insieme. E' un punto di riferimento»
Perché hai scelto Daniele De Luis come navigatore?
«Con lui mi trovo bene e lo conosco. In passato, e per parecchio tempo, abbiamo già corso insieme»
Cosa vuol dire avere uno come Andrea Navarra in squadra?
«Andrea mi consiglia molto, direi che andiamo d'accordo. Lo seguo anche dal punto di vista tecnico. Ad esempio, per quanto riguarda gli assetti, copio le sue scelte e mi dà diversi consigli di guida. Direi che non potevo avere un compagno di squadra migliore»
Terra o asfalto?
«La mia guida è molto pulita. Preferisco la terra anche se le prestazioni sui due fondi sono pressoché uguali. Diciamo che ho ottenuto risultati migliori sullo sterrato per una serie di circostanze»
Che obiettivi hai per il tuo futuro rallystico?
«Il Mondiale, ovviamente, è un sogno. Mi piacerebbe, comunque, arrivare a fare il professionista a tutti gli effetti»
Come te la immaginavi la tua stagione nel CIR 2005?
«Il ritmo di gara me lo immaginavo così. E' veramente alto. Ed andare forte come i primi è davvero dura»
Cosa ti manca?
«Esperienza. Ma non mi sento lontano dagli altri. Ritengo di essere competitivo sulle prove singole e sulla guida pura. Mi mancano solamente un po' di malizia e di "mestiere". E poi la conoscenza delle strade, che è carente rispetto a quella di piloti che da anni frequentano il Campionato Italiano»
Da
TUTTORALLY + SETTEMBRE 2005